Il dibattito sulla stabilità del sistema scolastico italiano si riaccende a seguito della discrepanza tra i dati ministeriali e le analisi fornite dalle organizzazioni sindacali. Al centro della questione vi è l’entità reale del precariato scuola, che per l’anno scolastico 2025/2026 sembra aver raggiunto livelli record, condizionando la continuità didattica e l’efficienza dei servizi amministrativi.
Analisi dei numeri: il boom delle supplenze nella scuola
Le recenti proiezioni sindacali, basate sulle rendicontazioni della Ragioneria Generale dello Stato, delineano uno scenario preoccupante. Per l’anno scolastico 2025/2026, il numero complessivo di contratti a tempo determinato ha superato la soglia delle 302.000 unità. Questo dato evidenzia una crescita del 12,7% rispetto al triennio precedente, confermando come il ricorso al personale non di ruolo sia ormai una pratica strutturale e non più emergenziale.
All’avvio delle attività didattiche correnti, si contano già circa 200.000 incarichi di supplenza assegnati tra docenti e personale ATA, con una previsione di ulteriore aumento nei prossimi mesi a causa delle disponibilità residue.
La distribuzione dei contratti per l’anno scolastico 2024/2025
Per comprendere l’entità del fenomeno, è utile osservare la suddivisione certificata dei contratti nell’ultimo periodo:
- Docenti su posto comune: 97.118 unità.
- Docenti su sostegno: 139.664 unità.
- Totale docenti precari: 236.782 (di cui 44.417 con scadenza al 31 agosto e 192.365 fino al 30 giugno).
- Personale ATA: 56.463 contratti totali (17.781 annuali e 38.682 fino al termine delle attività).
L’emergenza sostegno e il nodo dei posti in deroga
Il settore del sostegno didattico rappresenta la criticità maggiore all’interno del precariato scuola. I dati mostrano un’impennata dei cosiddetti “posti in deroga”, ovvero cattedre attivate annualmente che non rientrano nell’organico di diritto e che, di conseguenza, non possono essere utilizzate per le immissioni in ruolo.
Se nell’anno scolastico 2021/2022 le deroghe riguardavano il 29% dei supplenti docenti, nel 2025/2026 questa quota è balzata al 60%, per un totale di circa 145.000 cattedre. Questa dinamica impedisce la stabilizzazione di migliaia di professionisti specializzati e mina il diritto alla continuità didattica per gli alunni con disabilità.
Personale ATA e sanzioni europee: una situazione critica
Non meno complessa è la situazione del personale Amministrativo, Tecnico e Ausiliario (ATA). Nonostante l’organico complessivo sia rimasto pressoché invariato, il numero di supplenti ATA è aumentato del 39,5%. Questa gestione del lavoro flessibile ha attirato l’attenzione della Corte di Giustizia dell’Unione Europea, che nel giugno 2026 ha sanzionato l’Italia per l’abuso di contratti a termine nel settore scolastico.
Particolare sofferenza si registra anche tra il personale educativo: a fronte di oltre 600 posti vacanti, le autorizzazioni per le immissioni in ruolo per l’anno 2026/2027 si sono fermate a poche decine di unità, lasciando scoperto gran parte del fabbisogno.
Scuola vs Pubblica Amministrazione: un divario profondo
Il confronto tra il comparto Istruzione e il resto della Pubblica Amministrazione evidenzia l’eccezionalità negativa del settore scolastico. Secondo i dati della Ragioneria Generale dello Stato, l’incidenza del lavoro precario nella scuola è nettamente superiore rispetto ad altri ambiti:
- Istruzione e Ricerca: 33,9% di rapporto tra precari e personale di ruolo.
- Funzioni Centrali: 6,3%.
- Funzioni Locali: 6,8%.
In sintesi, circa un lavoratore su tre all’interno degli istituti scolastici non gode di un contratto stabile, una percentuale cinque volte superiore rispetto alla media degli altri settori pubblici.
Conclusioni e punti chiave
La replica sindacale ai dati ministeriali mette in luce quattro aspetti fondamentali per il futuro del sistema istruzione:
- Volume record: Oltre 300.000 contratti a termine registrati nell’anno scolastico 2025/2026.
- Sostegno instabile: Il 60% dei docenti precari opera su posti in deroga, rendendo impossibile la loro stabilizzazione automatica.
- Crescita ATA: Aumento esponenziale dei supplenti ATA (+39,5%) nonostante la condanna della Corte di Giustizia UE.
- Squilibrio PA: Il tasso di precariato scuola (33,9%) rimane il più alto dell’intera Pubblica Amministrazione.
Segui Scuolando su Google News per rimanere aggiornato su tutte le novità riguardanti il precariato e le graduatorie scolastiche.






















