Il diritto allo studio 2026 non è solo una questione di cifre, ma di nuovi criteri di accesso stabiliti dal Ministero dell’Istruzione e del Merito con il decreto n. 452/2026. Il provvedimento chiarisce i parametri economici che le Regioni dovranno adottare per garantire il diritto allo studio 2026, definendo l’erogazione dei contributi per i libri di testo relativi all’A.S. 2026/2027 sulla base delle ultime rilevazioni ISTAT.
Soglia ISEE e beneficiari del diritto allo studio 2026
Il riparto dei 139 milioni di euro si basa sui dati aggiornati forniti dall’ISTAT relativi all’indagine EU-SILC 2024 (redditi 2023). Il parametro di riferimento per identificare le famiglie “meno abbienti” è fissato a un reddito disponibile netto inferiore a € 15.493,71.
Analisi della platea: chi sono gli studenti beneficiari?
Secondo le stime tecniche allegate al decreto, in Italia si contano oltre 455.000 studenti che presumibilmente rientrano nella fascia di reddito beneficiaria, suddivisi tra:
- Scuola dell’obbligo: circa 285.936 studenti.
- Scuola secondaria superiore: circa 169.656 studenti.
Interessante notare come la percentuale di famiglie sotto la soglia vari drasticamente sul territorio nazionale: si passa dal 21,8% della Calabria al 4,5% del Veneto.
L’impatto sulla scuola secondaria di secondo grado
Per la prima volta, si consolida l’integrazione di fondi specifici (3 milioni di euro complessivi nel triennio 2025-2027) destinati anche alla fornitura di libri in comodato per gli studenti delle superiori. Questo punta a ridurre il tasso di abbandono scolastico nel passaggio cruciale verso il diploma.
Punti chiave per le famiglie
- Reddito di riferimento: € 15.493,71 (dato netto).
- Oggetto del contributo: Libri di testo cartacei o digitali, inclusi i testi in comodato.
- Competenza: Le Regioni gestiranno operativamente i bandi per le famiglie sulla base di questi fondi statali.






















