Sperimentazione bilingue italiano-tedesco: il parere CSPI

Il Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione (CSPI) ha espresso il proprio parere unanime sullo schema di decreto riguardante la sperimentazione bilingue italiano-tedesco in Friuli-Venezia Giulia. L’iniziativa, che coinvolgerà tre Istituti Comprensivi a partire dall’anno scolastico 2026/27, punta a rafforzare il plurilinguismo e la tutela delle minoranze, ma deve fare i conti con diverse incognite operative segnalate dal Consiglio.

Sperimentazione bilingue italiano-tedesco: il valore del progetto

L’introduzione di percorsi bilingui rappresenta un passo significativo per la valorizzazione della metodologia CLIL (Content and Language Integrated Learning) e per il rispetto dell’articolo 6 della Costituzione. Il CSPI riconosce il valore pedagogico dell’iniziativa, che vede il tedesco come lingua veicolare in un contesto territoriale caratterizzato da una forte identità linguistica. Tuttavia, l’apprezzamento per le finalità del progetto si scontra con la necessità di garantire una base strutturale solida per le scuole coinvolte.

Le criticità relative all’organico e ai docenti

Uno dei punti più delicati sollevati nel parere riguarda la gestione dei docenti della classe di concorso A-22 (Tedesco). Il CSPI ha evidenziato forti preoccupazioni sulla tempistica: con le procedure per la definizione degli organici per l’anno scolastico 2026/2027 già in fase avanzata, gli istituti potrebbero riscontrare serie difficoltà nel richiedere e ottenere i docenti necessari sui posti di potenziamento. Esiste inoltre l’incertezza sulla reale disponibilità di posti vacanti da destinare specificamente a questa finalità.

La necessità di un modello didattico condiviso

Attualmente, i tre istituti pilota presentano quadri orari e piani dell’offerta formativa non omogenei tra loro. Per garantire l’efficacia della sperimentazione bilingue italiano-tedesco, il Consiglio ritiene indispensabile:

  • Uniformare le articolazioni didattiche tra le diverse scuole coinvolte.
  • Creare un modello di sperimentazione condiviso e confrontabile, in linea con il DPR 275/1999.
  • Definire chiaramente i criteri di monitoraggio dei risultati raggiunti.

Formazione del personale e accordi istituzionali

La qualità dell’insegnamento dipende direttamente dalla preparazione del personale. Il CSPI sollecita l’avvio di un piano di formazione strutturato e coordinato che preceda l’inizio delle attività didattiche. Senza un adeguato supporto formativo, il rischio è che la sperimentazione gravi eccessivamente sui docenti in servizio senza fornire gli strumenti metodologici necessari per gestire il bilinguismo.

Inoltre, restano da chiarire i termini per la collaborazione con esperti esterni, università austriache o istituzioni della Provincia Autonoma di Bolzano. Il Consiglio chiede che venga specificato con precisione il soggetto istituzionale responsabile della stipula di tali accordi, al fine di evitare incertezze burocratiche e decisionali che potrebbero rallentare l’avvio del progetto.

Sintesi dei punti principali

  • Obiettivo: Avvio della sperimentazione bilingue in tre istituti del Friuli-Venezia Giulia dal 2026/27.
  • Metodologia: Utilizzo del tedesco come lingua veicolare attraverso il CLIL.
  • Sfide principali: Tempistiche ridotte per l’adeguamento degli organici e carenza di posti di potenziamento.
  • Formazione: Necessità di percorsi formativi per i docenti prima dell’inizio del progetto.
  • Governance: Richiesta di maggiore chiarezza sugli accordi internazionali e uniformità tra gli istituti.

Segui Scuolando su Google News per rimanere aggiornati.