L’assegnazione degli spezzoni orari residui rappresenta un passaggio cruciale per l’organizzazione delle scuole secondarie di primo e secondo grado. Queste frazioni orarie, se gestite correttamente, offrono ai docenti di ruolo l’opportunità di incrementare il proprio impegno lavorativo e il relativo trattamento economico, garantendo al contempo una maggiore stabilità didattica per gli studenti e un’ottimizzazione delle risorse dell’amministrazione.
Priorità assoluta al personale docente di ruolo
Le recenti istruzioni operative ministeriali hanno delineato un iter procedurale rigoroso per la gestione delle ore che non concorrono a formare una cattedra intera. Nello specifico, gli spezzoni pari o inferiori a 6 ore settimanali non vengono destinati immediatamente alle procedure informatizzate per le supplenze (GPS). La normativa stabilisce una corsia preferenziale per il personale già in servizio presso l’istituzione scolastica interessata.
Queste ore devono essere prioritariamente attribuite come ore eccedenti l’orario d’obbligo. I docenti con contratto a tempo indeterminato possono così estendere il proprio orario settimanale, rispettando comunque il limite massimo di 24 ore complessive.
Requisiti e criteri per l’assegnazione delle ore eccedenti
L’attribuzione di queste frazioni orarie non è automatica, ma subordinata al possesso di specifici titoli professionali. Il Dirigente Scolastico deve verificare la sussistenza dei seguenti requisiti in capo ai docenti richiedenti:
- Titolarità di un contratto a tempo indeterminato (docenti di ruolo).
- Servizio attivo presso la medesima istituzione scolastica dove si è verificata la disponibilità.
- Possesso dell’abilitazione all’insegnamento specifica per la classe di concorso di riferimento.
- Possesso della specializzazione nel caso di ore residue su posto di sostegno.
Limiti e vincoli orari
È fondamentale ricordare che il cumulo tra l’orario di cattedra e le ore aggiuntive non può in nessun caso superare le 24 ore settimanali. Tale soglia rappresenta il limite invalicabile per garantire l’efficacia dell’azione docente e il rispetto dei carichi di lavoro.
Gli adempimenti del Dirigente Scolastico e la scadenza del 15 luglio
Per assicurare la massima trasparenza e permettere il corretto avvio dell’anno scolastico, i Dirigenti Scolastici sono tenuti a rispettare un cronoprogramma preciso. Entro il 15 luglio 2026, i DS devono completare il censimento delle disponibilità interne all’istituto.
Questa fase di ricognizione è propedeutica a qualsiasi altra forma di reclutamento esterno. Solo nel caso in cui, dopo aver interpellato tutto il personale di ruolo interno abilitato, residuino ancora degli spezzoni scoperti, questi potranno essere dichiarati nel sistema informativo per le successive fasi di attribuzione tramite le graduatorie dei supplenti.
Punti chiave della procedura
- Oggetto: Ore residue pari o inferiori a 6 ore settimanali nella scuola secondaria.
- Destinatari: Personale di ruolo interno in possesso di abilitazione/specializzazione.
- Massimale: Fino a 24 ore settimanali complessive per singolo docente.
- Termine ultimo: 15 luglio 2026 per la conclusione del censimento interno da parte del DS.
In sintesi, la gestione degli spezzoni orari richiede una pianificazione tempestiva che valorizzi le professionalità interne, garantendo l’efficienza amministrativa prima dell’attivazione degli algoritmi per le supplenze annuali.
Segui Scuolando su Google News per rimanere aggiornato su tutte le scadenze e le novità del personale scolastico.






















