Il Ministero dell’Istruzione ha recentemente pubblicato la nota n. 11814 del 6 maggio 2026, introducendo direttive fondamentali che riguardano il completamento orario docenti e la gestione degli spezzoni per l’anno scolastico di riferimento. Queste novità si inseriscono in un quadro più ampio di riforme che toccano anche il reclutamento straordinario su sostegno e le procedure per gli interpelli.
Le nuove regole ministeriali sul completamento orario docenti
La recente circolare ministeriale ridefinisce i criteri per l’assegnazione delle ore nelle scuole, ponendo l’accento sulla corretta gestione delle cattedre non intere. La normativa mira a snellire le procedure amministrative delle segreterie scolastiche, garantendo al contempo una maggiore trasparenza nel sistema delle supplenze. Per il personale docente, comprendere i meccanismi del completamento orario docenti è essenziale per ottimizzare la propria posizione lavorativa all’interno delle graduatorie.
Dettagli pratici su spezzoni e ore eccedenti
Per gli aspiranti supplenti che accettano uno spezzone, la normativa chiarisce i confini entro cui è possibile richiedere ore aggiuntive per raggiungere la cattedra piena. La priorità è permettere al docente di integrare il proprio servizio, rispettando però rigidi limiti territoriali e contrattuali.
- Diritto al completamento: l’insegnante che accetta uno spezzone mantiene il diritto a integrare l’orario fino al raggiungimento del monte ore obbligatorio.
- Vincolo provinciale: l’integrazione oraria può essere richiesta ed ottenuta esclusivamente all’interno delle istituzioni scolastiche della provincia di inserimento.
- Ore eccedenti nella secondaria: gli spezzoni pari o inferiori a 6 ore possono essere attribuiti prioritariamente ai docenti interni già in servizio con orario completo.
- Limite orario settimanale: il personale interno che accetta ore eccedenti può raggiungere un massimo di 24 ore settimanali complessive.
In sintesi, la gestione del completamento orario docenti richiede una pianificazione attenta da parte dei dirigenti scolastici, assicurando che i diritti dei precari siano tutelati in armonia con le esigenze di continuità didattica e con le nuove modalità di reclutamento straordinario previste per il 2026.






















