Quale scuola superiore scelgono le ragazze e i ragazzi italiani? I dati ufficiali del Ministero dell’istruzione per l’anno scolastico 2026/2027 restituiscono un’immagine chiara e sfaccettata del nostro paese. Licei, istituti tecnici e professionali si spartiscono le preferenze in modo molto diverso da regione a regione, disegnando una geografia che parla di economia, tradizione e opportunità.
Scuolando ha elaborato i numeri contenuti nell’“Allegato 2 – Dati iscrizioni online 2026_2027” per offrirti una mappa aggiornata delle scelte dopo la terza media.
Il quadro nazionale: i Licei restano primi, ma non ovunque
A livello nazionale, i Licei si confermano il percorso preferito, con punte che sfiorano il 70% in alcune regioni. Ma è nel Centro-Sud che il primato dei licei diventa schiacciante, mentre al Nord la competizione con gli istituti tecnici è molto più serrata.
Ecco regione per regione come si distribuiscono le iscrizioni tra le tre grandi macro-aree.
Nord: i tecnici tengono testa ai licei
In Veneto la spartizione è quasi perfetta: Licei al 44,7%, Tecnici al 39,2% e Professionali al 16,2%. Una distribuzione che riflette il tessuto produttivo diffuso e la domanda di competenze tecniche specializzate.
Anche in Lombardia i numeri parlano chiaro: quasi metà delle matricole (49,4%) sceglie un liceo, ma il 35,9% opta per un tecnico e il 14,7% per un professionale. Una fotografia di una regione che guarda sia alla formazione classica sia a quella direttamente collegata al mondo del lavoro.
In Emilia-Romagna il sorpasso è ancora più evidente: Licei al 46,7%, Tecnici al 35,5% e Professionali al 17,8% (la percentuale più alta tra le regioni analizzate). Un dato che conferma la vocazione produttiva e la forza della formazione professionalizzante.

Centro: il Lazio trascina i licei
Scendendo verso il Centro Italia, il peso dei licei aumenta. Il Lazio è la regione con la percentuale più alta di iscritti ai licei: ben il 69,7%. Tecnici e professionali si fermano rispettivamente al 22,7% e al 7,6%. Un dato che riflette probabilmente la struttura economica e sociale della capitale e del suo hinterland.
In Toscana i licei sono al 56,3%, seguiti dai tecnici al 28,4% e dai professionali al 15,4%. Nelle Marche i numeri sono simili: 54,8% licei, 30,8% tecnici, 14,5% professionali.
Sud e Isole: il liceo è il re
Nel Mezzogiorno la scelta del liceo è ancora più marcata. In Abruzzo i licei raggiungono il 61,8%, in Campania il 61,2%, in Puglia il 57,2%. La Sicilia si attesta al 61,8%, mentre la Sardegna al 58,7%.
Interessante il caso del Molise, dove i licei arrivano al 60,8%, ma i tecnici tengono con un solido 29,4%. In Calabria i licei sono al 58,0%, tecnici al 30,3%.
Due regioni “anomale”: Friuli e Liguria
Il Friuli Venezia Giulia si distingue per l’alta percentuale di tecnici (36,7%), quasi pari ai licei (51,6%). Un equilibrio che racconta di una regione attenta alla formazione applicata.
La Liguria, con i suoi 58,6% di licei e 28,1% di tecnici, si colloca in una posizione di equilibrio tra il modello settentrionale e quello centrale.
Cosa ci dicono questi numeri?
I dati del 2026/2027 confermano tendenze già note, ma le rendono ancora più evidenti:
I professionali restano una scelta di nicchia, ma in regioni come l’Emilia-Romagna raggiungono quasi il 18%, segno che in alcuni contesti sono visti come un’opportunità concreta.
Il Nord continua a bilanciare formazione classica e tecnico-professionale, rispondendo alle esigenze di un mercato del lavoro che chiede competenze specifiche.
Il Centro-Sud vede nel liceo la scelta prevalente, spesso percepita come un percorso di maggior prestigio o come una porta aperta verso l’università.
*Fonte: Ministero dell’istruzione e del merito – Dipartimento per le risorse, l’organizzazione e l’innovazione digitale – Iscrizioni online Scuole Secondarie di II grado a.s. 2026/2027 (Allegato 2).*






















