Assunzioni Personale Educativo 2026/27: Mappa Posti e Regione

Il Ministero dell’Istruzione ha ufficializzato la ripartizione dei 79 posti destinati alle immissioni in ruolo del personale educativo per l’anno scolastico 2026/2027. Il quadro che emerge dal Decreto Ministeriale n. 142/2026 delinea una distribuzione geografica estremamente frammentata, con una forte concentrazione di opportunità in alcune province del Centro-Nord e un desolante vuoto occupazionale in diverse regioni del Mezzogiorno.

La geografia delle assunzioni per il personale educativo

L’analisi del contingente autorizzato mette in luce una profonda disparità territoriale. Se da un lato alcune realtà provinciali possono beneficiare di un discreto numero di stabilizzazioni, dall’altro intere regioni si ritrovano con zero disponibilità, rendendo di fatto impossibile l’immissione in ruolo per chi è inserito nelle graduatorie locali. Questa situazione pone interrogativi significativi sulla gestione del turn-over e sulla copertura delle necessità educative nei convitti e nelle istituzioni scolastiche di tutto il Paese.

Analisi del Centro-Nord: il primato di Roma e Toscana

Le regioni settentrionali e centrali assorbono la quota più consistente dei posti disponibili. Il Lazio spicca grazie alla provincia di Roma, che con 9 posti si conferma la realtà territoriale con il contingente più elevato a livello nazionale.

  • Lazio: 11 posti totali (9 a Roma, 2 a Rieti).
  • Toscana: 13 posti distribuiti tra Arezzo (5), Prato (5), Firenze (2) e Grosseto (1).
  • Emilia Romagna: 7 posti, con una forte concentrazione a Parma (5).
  • Veneto: 9 posti complessivi suddivisi tra Verona (4), Padova (2), Venezia (2) e Treviso (1).
  • Marche e Molise: 6 posti ciascuna, concentrati prevalentemente a Macerata (5) e Campobasso (5).
  • Lombardia: Nonostante l’estensione territoriale, ottiene solo 3 posti (2 a Milano, 1 a Pavia), lasciando scoperte otto province.

Il divario con il Sud: Campania e Basilicata a quota zero

La situazione nelle regioni meridionali appare critica per gli aspiranti al ruolo. Il dato più eclatante riguarda la Campania e la Basilicata, dove non è stata autorizzata alcuna assunzione in nessuna delle province. Anche la Sicilia, pur avendo un alto numero di province, vede autorizzati solo 2 posti nel capoluogo.

  • Campania e Basilicata: 0 posti (tutte le province a secco).
  • Sardegna: Un dato in controtendenza con 9 posti (5 a Sassari, 2 a Cagliari e 2 a Nuoro).
  • Calabria e Puglia: Contingenti minimi, con 3 posti in Calabria (Catanzaro e Cosenza) e solo 2 in Puglia (Foggia).
  • Sicilia: 2 posti totali, entrambi concentrati a Palermo.

Conseguenze per le immissioni in ruolo e mobilità

La ripartizione dei posti per il personale educativo per l’A.S. 2026/2027 comporta implicazioni dirette per la gestione delle graduatorie e per le aspettative dei candidati.

  • Blocco della mobilità provinciale: Nelle regioni a “zero posti”, come Campania e Basilicata, i candidati non avranno alcuna chance di stabilizzazione nella propria provincia di appartenenza.
  • Compensazioni limitate: Il meccanismo di compensazione tra province vicine potrà essere attivato solo dove esiste un contingente residuo, rendendo vana questa possibilità nelle aree totalmente prive di posti.
  • Ruolo strategico della Call Veloce: Per non disperdere i 79 posti autorizzati, diventerà fondamentale il ricorso alla procedura di “chiamata veloce”. Questo strumento permetterà ai candidati di regioni senza posti di concorrere per le sedi vacanti nelle province del Centro-Nord, come Roma o Parma.

Sintesi dei punti chiave

In attesa delle procedure operative, ecco gli elementi centrali da monitorare:

  • Contingente totale: 79 posti autorizzati a livello nazionale.
  • Province leader: Roma (9), Arezzo (5), Prato (5), Parma (5), Sassari (5), Campobasso (5), Macerata (5).
  • Regioni escluse: Campania e Basilicata restano senza alcuna assunzione.
  • Criticità: Forte squilibrio tra Nord e Sud, con la necessità di spostamenti interregionali per ottenere il ruolo.

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