Il recente incidente di Monza solleva nuovi interrogativi sull’uso dello spray al peperoncino a scuola. Sebbene possa sembrare un dispositivo di difesa comune, l’attivazione di uno spray al peperoncino a scuola può generare emergenze sanitarie gravi, come dimostrano le nove persone soccorse dai Vigili del Fuoco e dal nucleo NBCR.
I pericoli sanitari dello spray al peperoncino a scuola
L’Intervento dei Vigili del Fuoco e del Nucleo NBCR
La segnalazione di una sostanza irritante nell’aria ha fatto scattare protocolli di sicurezza molto rigidi. Sul posto sono intervenuti i Vigili del Fuoco con un’autopompa e il carro NBCR (Nucleare Biologico Chimico Radiologico), specializzato nel rilevamento di sostanze pericolose.
I tecnici hanno effettuato campionamenti dell’aria e verifiche strumentali approfondite per escludere la presenza di altri contaminanti o fughe di sostanze tossiche. Fortunatamente, i rilievi hanno confermato che l’origine del disagio era limitata alla sostanza urticante dello spray.
Il Bilancio: 9 Persone Assistite
Le persone colpite dalle esalazioni sono state sette studentesse (di età compresa tra i 14 e i 15 anni) e due donne del personale scolastico (rispettivamente di 47 e 58 anni). Sul posto sono giunti tempestivamente i sanitari dell’Areu che hanno prestato le prime cure.
Nonostante la forte irritazione alle vie respiratorie e agli occhi, per nessuno dei coinvolti si è reso necessario il trasporto in ospedale: le condizioni sono state stabilizzate direttamente sul posto.
Riflessioni sulla Sicurezza e Regolamenti d’Istituto
L’episodio, seppur classificato come accidentale, riapre il dibattito sulla detenzione di dispositivi di autodifesa all’interno degli edifici scolastici. Molti istituti, nei propri regolamenti interni, vietano l’introduzione di bombolette urticanti proprio per prevenire incidenti simili o utilizzi impropri che possono generare il panico e interrompere il pubblico servizio.





















