Le recenti novità introdotte dal Decreto-Legge 127/2025, convertito nella Legge 164/2025, segnano un punto di svolta per lo svolgimento dell’Esame di Maturità, eliminando definitivamente la possibilità di abbandonare le prove prima del colloquio orale. Questa misura punta a restituire valore e integrità al percorso di valutazione finale, contrastando prassi che negli ultimi anni avevano creato criticità gestionali e pedagogiche.
Esame di Maturità: le novità della Legge 164/2025
Il legislatore è intervenuto con decisione per normare la partecipazione dei candidati, stabilendo che l’Esame di Maturità deve essere inteso come un percorso unitario e inscindibile. La nuova disposizione chiarisce che il diploma può essere conseguito solo se lo studente completa l’intero iter valutativo. Non si tratta più di una semplice somma di punteggi, ma di un obbligo di presenza che vincola la validità dell’intera sessione d’esame.
I requisiti di validità delle prove
Secondo il nuovo quadro normativo, l’esame si considera validamente sostenuto solo in presenza della partecipazione attiva a tutte le fasi previste dal calendario ministeriale. Nello specifico, il candidato deve obbligatoriamente sostenere:
- La prima prova scritta (italiano);
- La seconda prova scritta (disciplina d’indirizzo);
- Il colloquio orale finale.
L’assenza ingiustificata anche a una sola di queste fasi determina l’annullamento dell’intero percorso d’esame. In tali casi, la commissione non potrà procedere alla formulazione del voto finale, con la conseguente impossibilità per lo studente di ottenere il titolo di studio. Restano salve le sessioni suppletive solo per i casi di documentata forza maggiore.
Addio alla strategia dei 60 punti nell’Esame di Maturità
La riforma mira a colpire la cosiddetta “strategia dei 60 punti”, una pratica che vedeva alcuni candidati rinunciare formalmente o di fatto al colloquio orale. Grazie all’accumulo dei crediti scolastici del triennio e ai buoni risultati ottenuti nelle prove scritte, diversi studenti riuscivano a raggiungere la soglia minima di promozione prima ancora dell’ultima fase.
Questa condotta, pur matematicamente efficace in passato, sviliva il valore orientativo del colloquio e il lavoro di preparazione svolto dai docenti e dalle commissioni. Con le nuove regole, l’Esame di Maturità recupera la sua funzione di verifica delle competenze critiche e di maturità personale, che trovano nel colloquio il loro momento di massima espressione.
Impatti operativi per commissioni e dirigenti
Per il personale scolastico, e in particolare per i Presidenti di Commissione, la nuova norma comporta una maggiore attenzione nella gestione dei verbali e nella vigilanza delle presenze. La gestione amministrativa del candidato che non si presenta all’orale diventa ora lineare: senza la partecipazione a tutte le prove, l’esame non produce effetti giuridici.
Punti chiave della riforma
- Integrità dell’esame: Obbligo di sostenere tutte le prove per ottenere il diploma.
- Contrasto all’abbandono: Impossibilità di saltare l’orale anche se si è già raggiunta la sufficienza matematica.
- Valore pedagogico: Riaffermazione del colloquio come momento centrale di riflessione e orientamento.
- Rigore amministrativo: Procedure chiare per le commissioni in caso di assenza dei candidati.
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