Il recente parere espresso dal Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione (CSPI) segna un passaggio cruciale per l’aggiornamento dei percorsi liceali italiani. L’analisi del documento mette in luce la necessità di bilanciare l’innovazione normativa con la sostenibilità didattica, offrendo spunti determinanti per il futuro lavoro dei docenti e dei dirigenti scolastici.
Nuove Indicazioni Nazionali Licei: il parere del CSPI sulla riforma
In occasione della seduta plenaria n. 170, il CSPI si è pronunciato sullo schema di decreto che punta a sostituire il precedente assetto del 2010. Se da un lato viene apprezzato lo sforzo di allineare i licei alle trasformazioni digitali e sociali dell’ultimo decennio, dall’altro il Consiglio ha sollevato dubbi su alcuni aspetti strutturali che potrebbero penalizzare l’autonomia delle singole istituzioni scolastiche.
L’obiettivo della riforma è superare il vecchio impianto del D.M. 211/2010, ma il CSPI richiede interventi mirati per evitare che il nuovo regolamento diventi un carico burocratico privo di una reale efficacia pedagogica.
Il Profilo dello studente e l’architettura del curricolo
Uno dei punti più controversi riguarda la collocazione del “Profilo dello studente”. Nella bozza ministeriale, questa sezione è stata assorbita negli obiettivi generali, una scelta che il CSPI contesta fermamente. Secondo il Consiglio, il Profilo deve mantenere una sua autonomia per fungere da bussola nella stesura del PTOF.
Le richieste specifiche del Consiglio:
- Ripristino della sezione autonoma: il Profilo dello studente deve tornare a essere un documento chiaramente identificabile.
- Coerenza con il PECUP: è necessario chiarire il legame con il Profilo educativo, culturale e professionale previsto dal dPR 89/2010 per evitare sovrapposizioni.
- Esame di Stato: collegare il percorso formativo alle nuove modalità della Maturità introdotte dalla normativa del 2025.
Equità e merito nella scuola dell’adolescenza
Il CSPI invita a una riflessione profonda sul concetto di “merito”, spesso interpretato in chiave competitiva. Per il Consiglio, la scuola deve essere un luogo di fioritura dei talenti individuali, ma senza mai dimenticare l’equità e il supporto alle fragilità degli adolescenti.
Le nuove Indicazioni Nazionali Licei dovrebbero, secondo il parere, esplicitare che il merito non coincide con una graduatoria tra studenti, ma con la valorizzazione del potenziale di ciascuno. Inoltre, è stata accolta con favore l’introduzione di temi legati al contrasto della violenza di genere, con la richiesta di inserire riferimenti diretti alla Convenzione di Istanbul.
La sfida dell’Intelligenza Artificiale e l’epistemologia
L’ingresso dell’Intelligenza Artificiale nei programmi liceali rappresenta una delle novità più rilevanti. Tuttavia, il CSPI avverte: non deve trattarsi di un semplice addestramento tecnico.
Orientamenti per l’uso dell’IA:
- Critica delle fonti: gli studenti devono acquisire competenze per valutare l’attendibilità delle informazioni generate dagli algoritmi.
- Media Literacy: la competenza digitale deve diventare trasversale a tutte le discipline, promuovendo un approccio critico e non passivo.
- Semplificazione: il Consiglio suggerisce di inserire i principi teorici dell’IA nella premessa generale, evitando ripetizioni ridondanti negli allegati delle singole materie.
Libertà d’insegnamento e valutazione
Il rischio di un modello “trasmissivo” preoccupa il CSPI, che sottolinea come l’eccessivo carico di nozioni possa soffocare la libertà d’insegnamento. La valutazione deve restare un processo condiviso ma rispettoso dell’autonomia del docente, evitando che rubriche e criteri standardizzati diventino vincoli troppo rigidi.
Per agevolare il lavoro nelle scuole, si propone di rendere le conoscenze disciplinari “esemplificative” e non prescrittive, lasciando agli obiettivi di apprendimento il ruolo di guida fondamentale.
Conclusioni: i punti chiave per il Ministero
Per garantire una transizione efficace verso le Nuove Indicazioni Nazionali Licei, il CSPI ha sintetizzato i seguenti correttivi necessari:
- Riconoscimento formale del Profilo dello studente come guida per la progettazione.
- Distinzione netta tra abilità, conoscenze e competenze per facilitare la certificazione.
- Tutela della libertà didattica nelle scelte metodologiche e valutative.
- Snellimento dei programmi, rendendo i contenuti più flessibili e meno enciclopedici.
- Focus sulla mobilità, potenziando i progetti Erasmus+ e il raccordo con l’orientamento professionale.
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